11 Ottobre 2006

90°



L'origine dell'ordine si deve a San Roberto, abate di Molesme, quando nel 1098 si trasferì con una ventina di compagni in una località solitaria nei pressi di Digione, detta Citeaux (in latino Cistercium, da qui il nome Cistercensi), per applicare nella sua integrità originale la regola, i cui rigori si erano allentati nei monasteri benedettini.
Richiamato poco dopo, da una decisione sinodale, Roberto a Molesme, nella direzione dell’abbazia di Citeaux gli successe il beato Alberico e, a questi, santo Stefano Harding, al quale risale il primo statuto cistercense, la Charta caritatis.
L’ordine assunse straordinario incremento e vigore dopo l’ingresso a Citeaux di Bernardo di Fontaines che, inviato nel 1115 a fondare un nuovo monastero a Clairvaux(Chiaravalle), ne derivò l’appellativo di Bernardo di Chiaravalle. Questo monastero insieme alla casa madre di Citeaux e a quelli di La Fertè, di Pontigny e di Horimond, istituiti nel biennio 1113-1115, costituirono le cosiddette abbazie madri da ciascuna delle quali derivarono altre fondazioni in Francia, Spagna, Italia, Germania, Inghilterra, con tanta rapidità che alla fine del XII secolo le abbazie cistercensi erano più di 500 e alla fine del XIII secolo circa 700.
Intanto alla Charta caritatis, che era stata confermata dai pontefici Callisto II e Lucio III, si aggiunsero, nello stesso XII secolo, le Consuetudini ed infine, nei secoli XIII-XIV, i Libelli definitionum, che definivano più esattamente gli statuti dell’ordine.
La regola risultante associava ufficio divino e lettura spirituale al lavoro manuale, tali monasteri venivano fondati in luoghi solitari ed incolti, il lavoro di quei monaci, rafforzato con l’introduzione di conversi laici, promosse in molte zone la bonifica e il disboscamento di terreni paludosi o selvosi per la coltivazione.
La semplicità di vita, di veste (bianca per devozione alla Vergine e per opposizione ai benedettini di Cluny di cui criticavano violentemente il lusso), di liturgia, di arredamento nella chiesa, nel chiostro e negli edifici, costituirono elementi essenziali di quest’ordine.
In particolare, le chiese non avevano campanili, né pitture, sculture, pavimenti o vetrate colorate che potessero distrarre l’attenzione dei monaci e nessuno era ammesso agli uffici divini, riservati solo ai monaci.
L’ordine raggiunse il massimo splendore nei secoli XII-XIII, successivamente, con l’acquisto di vaste proprietà e una negligenza dell’opera manuale, la severità della regola fu intaccata.
Nel 1335 ci fu una riforma dell'ordine proposta dall'abate di Fontfroide che però non fu appoggiata dagli altri priori.
Infine nel 1664, l'abate del monastero di Nostra Signora de la Trappe, Armand Jean le Bouthillier de Rancé, fece nel suo monastero un'opera di rinnovamento in profondità dalla quale nacque un nuovo ordine, l'Ordine dei Trappisti.



Questo è ciò che si può trovare su Wikipedia riguardo i Monaci Cistercensi.

Vorrei ringraziare San Roberto (a cui mai e poi mai bestemmierò) per aver fondato quest'ordine che ci ha regalato le "Gocce Imperiali", eccezionale liquore prodotto dai monaci dell'ordine Cistercense.
Grazie di cuore Roby.
 
02 Ottobre 2006

Fossi figo


Fossi figo frequenterei il locale giusto,
fossi figo conoscerei la gente giusta
fossi figo indosserei vestiti trendy,
certe volte son dei capi orrendi
che a nessuno li rivendi.[Morandi ]Fossi figo tutti i giorni sarei in palestra
fossi figo starei ignudo alla finestra
fossi figo sarei il principe dell'adduttore,
sarei il re dell'addominale,
sarei il re della finestra,
ammirerebbero i miei capelli,
si, sono finti ma comunque sono molto belli,
[elio] quelli veri son volati via col vento
e anche la foto sul documento
non mi rassomiglia più.
Capelli, capelli sono andati via
e non torneranno mai,
in piazza li rimpiazzo
con un prodigio della tecnica
frutto di ricerche e sperimentazioni
che ci aiutano nel look.Fossi figo guiderei una grande jeep
fino in disco, attesissimo in zona V.I.P.
il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista
non dico proprio il primo della lista
ma neanche l'ultimo degli stronzi.Cubista, cubista
come balli tu
io non ho ballato mai
ti guardo, tu mi guardi
e si scatena nel mio corpo
quella strana sensazione
che noi giovani chiamiamo…
Cincinnawanditero
Forse non sono figo, forse no,
ma sono bello dentro,
Voi stranamente mi vivete come un solitario
ma a me piace stare con la gente.
Io, per piacervi,
mi epilerei per tutto il santo giorno
come le balle di un attore porno.[Parlato] Ma guardi, per me non c'è una ra...se ci, se ci...se c'era la pena di morte, da darla a quelli che vanno in giro a fare fare..lasciamo..cioè...per non usare le robe volgari..a fare i bisognini per terra...che uno esce che ha lavorato tutto il giorno....che è in giro a far ballare i piedi...e si trova lì e si trova il regalino del signor tal dei tali del lante della rovere del...del savoia che gà il cagnulin e io ciacchete che entro negli escrementi..scusate perchè le cose van dette....negli escrementi!
 
23 Settembre 2006

Nuovamente problemi con persone di colore a Trastevere


Ma io dico... perché mai tu, lurido stronzo, mi vieni a rubare un maglione, a Trastevere, in una sera in cui sto in motorino e fa pure piuttosto fresco?
Bastardo...
 
16 Settembre 2006

Le fotografie sono una stronzissima arma a doppio taglio


Una fotografia ha delle capacità impressionanti.
Una fotografia è in grado di farti ricordare momenti, giornate, periodi, sensazioni, parole, situazioni, sguardi, persone, luoghi, eventi.
Una fotografia fa riaffiorare i ricordi in maniera violeta. Un ricordo se è solo nella nostra mente ha un impatto, se ha un riscontro visivo ne ha un altro.
Una fotografia è in grado di riportarti a giorni migliori. I giorni migliori si guardano sempre con rimpianto.
Una fotografia è in grado di riportarti a giorni peggiori. Di un giorno duro quando passa il tempo spesso vedi le cose migliori.
Una fotografia è in grado di farti chiedere "E se le cose non fossero andate così?".
Una fotografia può farti sorridere, piangere, incazzare.
Una fotografia può farti bene.
Una fotografia può farti male.
Una fotografia può farti ricordare quanto adori la visione di un posto, di una persona o di una cosa.
Una fotografia può incantarti o schifarti.
Una fotografia può farti pensare a quanto tieni a un qualcosa.
Una fotografia può farti capire quanto ti manca qualcosa che non hai più.
Una fotografia.

Due fotografie cosa possono fare?
E tre?
E quattro?
Cique?
Dieci?
Venti?
Cinquanta?

So solo che ho le mani fra i pochi capelli che ho...
Poi però bisogna pensare... pensare che quelle sono fotografie, momenti passati.
Dicono che a quanto pare i momenti passati non tornino.
Dovrei cercare di mettermelo in testa.
 
11 Settembre 2006

Le sorprese di un distributore di sigarette...



Ieri sera mi stavo recando a qualcosa di simile ad una festa di addio.
Un'amica di vecchia data parte per Rotterdam. Progetto Erasmus.
Perfetto... Erasmus a Rotterdam... Elogio della Follia in piena regola vista la persona che sta per partire.
Dicevo... Mi stavo recando a questa festicciola ubicata all'interno di Circo Massimo, assieme a Lollo, Fabio e Ambra, quando la consapevolezza del nostro anticipo ci ha spinti a trovare qualcosa da fare prima di raggiungere il luogo dell’incontro. Niente di più facile.

“Dario… falla tu.”
Come accade di solito mi sono piegato al volere del richiedente, unico problema la mancanza di cartine, problema non considerabile tale vista la semplicità nel risolverlo.
“C’è un distributore di sigarette qui a destra.”
Camel Light euro 3.50. Cartine + accendino euro 2.50.
A questo punto arriva la sorpresa. La confezione di cartine e accendino in realtà conteneva qualcosa di più… una piccola scatolina di “Freshkiss Polar Ice” e il numero 15 dello “Smoking Paper News”, un foglio di carta stampata fronte/retro delle dimensioni di cm 14,3 x 27,7 ripiegato due volte su se stesso a formare sei piccole pagine. Ovviamente la mia attenzione viene catturata dalla più stupida delle due sorprese… le suddette “Freshkiss Polar Ice”. Questo strano prodotto si presenta sotto forma di una sfoglietta trasparente, apparentemente di plastica, della grandezza di un’unghia di un pollice; la vera natura di questo prodotto è comprensibile unicamente se messo in bocca… quello che sembrava plastica pare trasformarsi in colla, attaccandosi a qualsiasi parte della bocca a cui voi l’abbiate appoggiata, si sprigiona un’ustione da freddo alla menta e in bocca vi rimane un sapore simile a quello del peggiore dentifricio a marchio Coop.
Solo questa mattina ho realizzato quanto io sia stato fortunato a dimenticarmi dello “Smoking Paper News” grazie al compito che mi attendeva, ovvero il “falla tu”, purtroppo tale consapevolezza è giunta, ovviamente, dopo aver letto l’infausto numero 15 di questa, se così azzardiamo chiamarla, rivista.



Smoking Paper News
Nuovo!
6 pagine zeppe di news!

ARRIVA FRESHKISS POLAR ICE.
Le caramelle in strisce che ti strappano di freshkezza!


Già a questo punto della lettura il mio naso comincia a storcersi ancora più di quanto già non sia.
Ma proseguiamo…



Bella raga! Siete pronti per strippare? Siete pronti a gustare la prima freskura veramente artika? E allora vieni! Sono arrivate le Frshkiss Polar Ice: più glaciali di un daiquirifrozen, più istantanee di un coguaro malese sui blocchi di partenza, più originali di un serpente con i trampoli, le uniche strepitose caramelle che vi faranno strippare di freschezza! Adesso potete dire bye-bye all’alito kattivo, al palato del marmorto, al Fiato di Cagnone. Finalmente potete dimenticare i vostri problemi bocca-a-bocca con le Smoking girls… Basta piazzarsi sulla lingua una strip di Freshkiss e uuuuhh! –botta di vita!- in meno di un nanosecondo sarete sommersi di refrigerio come un ghiacciaio d’alta kuota, come un pinguino gelato, come una cascata di mentine mentolate! Smoking boys! Skiantatevi subito a provare Freshkiss… le strip più polari del pianeta sono già una leggenda che passa di bocca in bocca!


Arrivato a questo punto, ovvero il termine della prima pagina, stavo per perdere materia grigia dal naso, ma la mia incoscienza mi ha spinto a proseguire, con un certo senso ironico atto a mascherare la tristezza, l’odio e l’incredulità ormai formatisi in me.
Il secondo “articolo” recava un disegno raffigurante il lama di “le follie dell’imperatore” con una pozza di bava ai propri piedi. Recitava precisamente così:




LA PANKA NON SI STANKA!
Un viaggio tra le abitudini degli Smoking boy.

Appello a tutti i ragamuffi che bivakkano in branco sulle panchine: ma quanti saremo a livello nazzzionale! Parlo a voi Smoking boys, gropponi senza bar e senza famiglia, senza tipa e senza un a-z-z-o da fare, che vi passate i mesi sulla mitica panka a cercare di vincere il primo premio di chi dice la kagata più spericolata. La panka è roba da duri: devi avere la chiappa d’amianto d’estate e il buco col paraflù d’inverno. Devi sentirti liscio come a casa, non mollare mai, arrivare per primo e andare via per ultimo, polverizzare il record di sputi a squadra e individuale per aggiudicarti il titolo di Lamatibetano, torturare i brufoli nei momenti di relax e vigilare come il milite ignoto quando il kompa si allontana come un bestia ferita per irrigare un albero. La panka è da capi di carriera: dopo un anno sei ancora sfigato, dopo due sei panchinaro, dopo cinque sei caposeduta, dopo dieci sei provolone, e se ti guardi dietro c’hai pure un po’ di muffa! Chevelodicoafare, siamo grandi raga: perché chi vive sulla panka ha il mondo in mano! E’ la topa che manca.


Leggendo la seconda pagina l’istinto di autoconservazione mi ha spinto a una risata incontrollata… ma al termine si è palesato il desiderio di uccidere in maniera efferata i responsabili di questo pezzo di carta.
Ma ho proseguito nella lettura…



NUOVE MOVIDA RECHARGEABLE
Le strepitose batterie ricaricabili che vi esaurite prima voi di loro!

Dedicate agli Smoking boys che si deprimono a cambiare le pile esaurite perché “Sono uno che si affeziona”. A quelli che “Sono supertecnologico per scelta. Il mio lettore mp3 ha litigato con le batterie alcaline” e infine a quelli che “Sono uno sfigato. Non carico mai una tipa, almeno carico le batterie!” Raga, ora ci siamo! Era da un botto che le aspettavamo e finalmente sono arrivate! Tadadadan… sono tra noooooi, le fantastiche pile Movida ricaricabili! 2100 MAH di potenza di sfondamento su oltre 1000 – ma mille sul serio - ricariche per inondare i vostri apparecchi di energia inesauribile! Superprotette perché stanno dentro al contenitore salvaenergia, Superconvenienti perché stanno dentro la paghetta di uno Smoking boy, le strepitose Movida Rechargeable vengono insieme al Supercaricatore Superveloce, che in due ore avete le batterie nuove di pacca, e via andare! Cosa volete di più? Le Movida Rechargeable sono le uniche batterie longlastingpower imbattibili per convenienza, potenza e durata, proprio come gli inesauribili Smoking Boys!


Procedendo nella lettura ho cominciato a sentire in bocca un certo sapore di succhi gastrici.
In una delle pagine rimanenti c’era una di quelle classiche promozioni a raccolta di bollini… ma nelle due pagine finali… l’oroscopo.



IL DESTINO DELLO SMOKING BOY STA SCRITTO QUI!
Arriva la collezione Zodì. Gli accendini astrali con i 12 segni più simpa della galassia.
IL TUO FUTURO E' A PROVA DI FUOCO!
Scarica il tuo segno e personalizza il tuo cellu su www.smokingaccendini.it
Becca il tuo profilo sullo zodiaco degli Smoking boys!

*Ariete 21 marzo – 20 aprile
Gli smoking boys di questo segno sono siempre in movimento. Decisi e grintosi, quando si arrabbiano diventano un botto di carogna. Ma in amore sono tutte un fuego!

*Toro 21 aprile – 20 maggio
Testa dura come il titanio, gli Smk boys del Toro abbattono le difficoltà con tenacia, pazienza e cornate. Un pelo pigrazzi ma scaltri amatori.

*Gemelli 21 maggio – 20 giugno
Essendo in doppia, i gemelli, nella vita vanno un po’ in confusione. Spesso si contraddicono tra loro, ma in realtà sono Smoking boys intelligenti e curiosi. Con la lingua mooolto lunga!

*Cancro 21 giugno - 22 luglio
Il cancro è il più capriccioso tra tutti i boys. Volubile e lunatico, può risultare molto petulante e lievemente stracciabacche. Per fortuna riprende punti con la sua allegria furiosa e la sua sconquassata originalità!

*Leone 23 luglio – 23 agosto
Sicuri, indipendenti, turbolenti e ottimisti, i Leoni sono i tosti dello zodiaco. Difetti? Tanti come i pregi! Soprattutto vanagloria, codadipaglia, sboronaggine, testalegnosa e bellodicasa.

*Vergine 24 agosto – 22 settembre
Gli Smoking boys della Vergine sono timidi e riservati. Pure troppo! Perciò fanno fatica a venire fuori dal loro tunnel ma, quando si lasciano andare, trasudano amicizia e passione… e non ce n’è più per nessuno!

*Bilancia 23 settembre – 22 ottobre
Gli sbilancini sono perfezionisti e riflessivi. A forza di pensare vanno spesso in para per le situa personali. Ma soprattutto stanno in fissa con la ricerca dell’armonia e la perfezione. Boys, take it easy!

*Scorpione 23 ottobre – 22 novembre
The scorpion è il segno più riservato, misterioso e fascinoso dello zodiaco. Freddo come la vodka da frigo e vendicativo come il padrino, si riscatta per il coraggio coriaceo, l’affetto per i raga della cumpa, e la passione per le Smoking girls!

*Sagittario 23 novembre – 21 dicembre
Il grande cabarettista dello zodiaco. Lo smoking boy del Sagittario è burlone, giocoso, espansivo e mondano. Bella sturia averlo tra gli amici della compagnia!

*Capricorno 22 dicembre – 20 gennaio
Superaffidabili, supercontrollati, supercostanti, superfedeli. Gli Smk boys del Capricorno tendono ad essere un filino quadrati come il cubo di Rubik, ma in fondo non sono niente male!

*Acquario 21 gennaio – 19 febbraio
Gli acquariano sono gli Smoking boy più originali, anticonformisti e fantasiosi. Zero programmi, zero limiti,zero regole nelle loro vite skombinate. Però poi sono fragili come un filo di bava…

*Pesci 20 febbraio – 20 marzo
Disponibili, generosi, molto ma molto simpa. E poi emotivi, passionali, affettuosi come cuccioli di Labrador. Gli Smoking boys di questo segno hanno più amici che neuroni in testa!


Terminato di leggere anche questa parte credo di aver subito un collasso.

Penso che voi che adesso avete la malaugurata occasione di leggere ciò che i miei occhi hanno letto vi renderete conto delle centinaia di commenti più o meno seri che sono passati a me per la testa. Commenti che ora non scriverò, il post è già lungo di suo e andrei a renderlo interminabile… in più voglio sperare che non ci sia bisogno di esprimere il mio pensiero… credo ancora abbastanza nell’intelligenza delle persone, nonostante ci sia, a quanto pare, chi ci crede a livelli di uso della lingua, intelletto e gusto improbabili.
 
29 Agosto 2006

Infine a casa


Questa mattina alle ore 5:45 si è conclusa una piccola avventura cominciata per voglia di fuggire per un poco da tutto quello che mi circonda. Beh diciamo che in buona parte la fuga è riuscita, forse grazie alla compagnia, forse grazie alla bellezza e alla gioiosità del posto in cui mi trovavo, forse grazie a una strana disposizione degli astri, forse grazie al libro dei testimoni di Geova sul "Grande Insegnate" tenuto sempre a portata di mano, forse grazie alle sagre, forse grazie al delirio e alla pazzia che mi hanno colto come una giovinetta coglie margheritine in un prato per il proprio giovinotto (occhei occhei il paragone non è molto attuale, ma mi piaceva l'immagine), forse grazie al buon vino, forse grazie all'erba... beh diciamo che due dei motivi sopracitati li possiamo eliminare a priori. Fatto sta che la fuga è riuscita, io sono stato colto da pazzia temporanea e la lucidità si è presentata davvero in poche occasioni, solo alcuni piccoli barlumi che mi facevano esclamare "Ma come cazzo sono vestito??? Sono diventato davvero un fricchettone del cazzo!", oppure mi facevano stupire dell'essere vestito come un gaucho e seduto su una terrazza a Otranto... ma dopo pochi secondi facevo spallucce e ripiombavo nella mia momentane follia.
Questa vacanza dal mondo è stata piena di stravaganze, di strane situazioni e strane frasi, un susseguirsi di eventi filmici, dal comico al drammatico, dal sentimentale all'avventuroso, da Tarantino a Charlot fino a Kusturica.
Il viaggio è cominciato nel migliore dei modi alle ore 6:30 di mattina da casa del Gabbo... che dopo qualche centinaio di metri, sentendo il tamburello suonare dal bagagliaio a ogni buca se ne esce con un "Mi piace questo rumore di sonaglini, è proprio un viaggio per il Salento"... e aveva ragione, quel rumore di sonaglini è stato con noi per non si sa quanto tempo. Il viaggio non era neanche cominciato seriamente che al baretto delle guardie dell'EUR prima uscita singolare, il barista mi ha tenuto dieci minuti a parlare dei miei braccialetti fricchettoni, la cosa sorprendente è che era interessatissimo e affascinato da cotanta originalità... poveretto, lavorare in quel bar dev'essere davvero una cosa dura. Alle 7:00 di mattina eravamo ormai partiti seriamente, muniti di una scorta di sigarette e di un paio di birre per il viaggio... Alle ore 8:22 è stata tirata fuori la macchinetta digitale e si è cominciato a fare foto... ecco a voi qualche esempio...




Alle ore 11:07 arrivano i primi problemi. Ci fermiamo all'autogrill di Murge Ovest perché zio Gabbo è in preda a un attacco di torcicollo, unico posto libero quello per andicappati... sticazzi, tanto dobbiamo stare cinque minuti e non ci muoviamo da qui davanti... mentre siamo in macchina succede il patatrak... si avvicina un polizziotto e facendola breve ci appioppa una multa per la sosta sul posto per disabili, sottrae i punti e si barcamena in una paternale tristissima e piena di finta morale... una tristezza e un veleno considerevoli si fanno avanti nei nostri cuori... fortunatamente presto scalzati dal pensiero che la meta è sempre più vicina.
Finalmente alle ore 15:56, dopo vari giri dovuti all'incomprensibilità delle indicazioni stradali, arriviamo alla nostra prima meta: TORRE DELL'ORSO!
Qui comincia il delirio... parcheggiamo la macchina nei pressi della scogliera, vicino a una torretta d'avvistamento del sedicesimo secolo, scendiamo e da li ci gustiamo un po' il panorama e l'aria del posto... poco dopo decidiamo di andare a fare un giro per la pineta a ridosso della spiaggia sottostante, ce la giriamo ben poco perché veniamo subito presi dal desiderio di sederci e cazzegiare un poco, ci buttiamo sugli asciugamani, giriamo la prima e cominciamo a vaneggiare... in attesa che il resto del gruppo (composto da Danilo "il cuoco" e suo fratello), partito dalla calabria dove si era già goduto una settimana di campeggio, ci raggiunga... e di già in noi si fa strada l'idea che l'attesa sarà davvero molto lunga. Decidiamo di contattare il numero di "servizio" del campeggio a cui volevamo andare, ovviamente il più economico... ci risponde un tale che ci dice "Prima di andare al campeggio dobbiamo incontrarci... devo spiegarvi un paio di cosucce"... Hummm... l'affare si fa losco... e la nostra condizione mentale ci porta a immaginarci i mille possibili risvolti di questa situazione. Dopo un po' di tempo riusciamo a ricontattare il tale del campeggio che finalmente ci da un appuntamento "Fra mezz'ora al bar Era Ora... per arrivarci basta che chiedete in giro", durante la telefonata si sentiva un insistente abbaiare di cani... mah... e poi guarda un po' tu le coincidenze della vita, "Era Ora", pensa tu. Con grande sforzo ci muoviamo e torniamo alla macchina, dove troviamo una brutta sorpresa, sotto forma di una multa per parcheggio non pagato... il panico... Gabbo prende la multa dal cruscotto, comincia a saltellare e a ridere in modo isterico, sempre saltellando si avvicina al muretto della scogliera, facendosi spazio fra i passanti sbigottiti strappa la multa e la getta a mò di coriandoli verso il mare... al che si ricompone e come se nulla fosse successo torna alla macchina, la apre e ci fa salire... qualche passante credo sia rimasto li, sbigottito e immobile per almeno dieci minuti.
Saliti in macchina cominciamo a chiedere informazioni per arrivare a questo "Era Ora" ma stranamente sembra che nessuno lo conosca, eppure Torre dell'orso non è poi così grande... continuiamo a girare alla cieca, finché finalmente troviamo qualcuno che sa darci informazioni per questo fantomatico bar... informazioni sbagliate... giriamo ancora un po' e finalmente seguendo delle criptiche informazioni di un commerciante riusciamo a raggiungere il posto. Parcheggiamo la macchina davanti al bar e attendiamo. Attendiamo... attendiamo. Cazzo qui non arriva nessuno... richiamiamo il tizio... "Scusate ragazzi ma sono sul furgone e non posso andare veloce... devo ritirare la spazzatura (?) per il paese (???)... voi intanto andate al bancone e prendetevi due cocktail, tanto offro io", durante la telefonata persiste il "bau bau" di non si sa quanti cani. Ma che cazzo succede? Siamo finiti in un film di spionaggio? Chi è questo? Un mafioso che parla in codice? Vabè, ormai siamo in ballo... tanto vale continuare.
Ci dirigiamo al bancone del bar e ci diamo un'occhiata attorno... un bel posticino, bancone a chioschetto, un gran bel giardino ben curato con tanto di alberelli e palmette, tavolini di legno e sedie dall'aspetto comodo e amache dall'aspetto ancor più comodo, un palchetto per musica dal vivo e una zona rialzata fatta completamente in legno, con tendaggi, panche piene di cuscinoni e tavolini bassi. Ci muniamo di Mojito e sorseggiando attendiamo l'arrivo del tizio losco.
Finalmente dopo una mezz'ora Marcello (il tizio) si presenta, munito di stampelle e di Antonio e Antonio, due suoi amici. Cominciamo a chiacchierare, sono gioviali e amiconi, forse pure troppo... ma infondo sticazzi, vediamo quel che succede e via così. Dopo svariate chiacchiere riguardanti la sistemazione, il più e il meno, ci portano a questo sperduto "campeggio" in cui dicono che bene o male ci dovremo gestire come meglio crediamo... tanto saremo solo noi e gli altri campeggiatori (ovvero un'altra decina di persone). Ora credo sia bene spiegare che tipo di "campeggio" era questo "Santi Chiara". Un terreno di una decina di ettari a quanto pare, con un casolare da ristrutturare completo di frutteto, agrumeto e un enorme orto. Beh in fondo la sistemazione non sembra male... solo che dobbiamo attendere Il cuoco e suo fratello, possessori della tenda (ancora dispersi per strade e autostrade), al che Marcello ci dice che possiamo anche aspettare il giorno seguente per decidere se rimanere o no.
Nell'attesa che arrivino i due fratelli decidiamo di dare un'occhiata al TrovaRoma salentino e ci dirigiamo a una delle Notti della Taranta, passiamo un po' di tempo li e dopo torniamo al campeggio.
Finalmente, verso le 2:00 di notte arrivano Il cuoco e il fratello... in preda a un attacco di iperattività decidiamo di montare la tenda da dodici in piena notte con il buio totale e stranamente ci riusciamo anche in poco tempo. La sistemazione garba a tutti. Nella settimana a venire quella losca sistemazione probabilmente non legale è stata la nostra casa.
Il primo risveglio salentino ci coglie in maniera devastante, l'aver montato la tenda sotto gli alberi non ci salva dal cocente sole che in poco tempo trasforma la nostra casetta in un forno crematorio, velocemente tentiamo di salvarci la vita e per fortuna ci riusciamo. Decidiamo di spostare la tenda per evitare il ripetersi di una situazione simile e dopo un paio di tentativi troviamo il posto adatto.



I due grossi pini sulla destra della tenda erano perfetti per riparare dal sole nelle ore mattutine. Peccato che nonostante quest'accortezza alla mattina la tenda diventava comunque una sauna... mah... alla fine tanto meglio, avremmo avuto una sveglia naturale che ci avrebbe reso impossibile dormire fino a orari indecenti.
Durante la vacanza nostra fida guida è stato il giornaletto QuiSalento con gli eventi del Salento (ovviamente non di cagliari...), che ci ha portati a svariate feste, sagre e manifestazioni di vario genere.
Praticamente ogni mattinata è stata passata cercando di riprendersi dagli eventi della sera prima, mangiando e sbracandosi al sole... i pomeriggi ci hanno visto praticamente ogni giorno in spiaggia, o meglio, nella pineta a ridosso della spiaggia, dove abbiamo fatto i nostri bei bagnetti, le nostre belle suonatine e abbiamo vaneggiato in allegria, preparandoci fisicamente e psicologicamente alle varie serate. Ed eccoci arrivati al clou della vacanza, le serate...
Prima serata passata alla "festa te lu contadinu" a Serrano... ottimo cibo e ottimo vino (tant'è che ce ne siamo scolati cinque bottiglie in quattro), ecco com'eravamo ridotti...



Dopo l'allegra cenetta ci siamo spostati al concerto della sagra... balli, trenini, testa leggera e calzini perduti non si sa come. Nottata terminata a un bar sulla spiaggia a ballare reggae.

La seconda serata siamo stati a Carpignano per una delle Notti della Taranta, peccato essere arrivati troppo tardi.... questo però non ci ha impedito di tirar su una jam sassion con i vari figuri strumentomuniti presenti in piazza.

La terza sera ci ha visti nuovamente a Serrano a una festa di artisti di strada, pagliacci, musicisti, acrobati, giocolieri, mangiafuoco (da cui mi sono fatto insegnare l'arte), teatrino dei burattini, gente sui trampoli, capoeristi, di tutto e di più... e li zio Gabbo ha anche ricevuto la proposta di un lavoro in un circo francese. Li Michela e io ci siamo comprati i nostri cappelli da folletto, evento che ha segnato la nostra vacanza, la nostra vita e la nostra natura.





La quarta sera siamo stati ad Otranto, ce la siamo girata in mezzo a un fiume di persone e alla fine ci siamo sistemati su una terrazza di pietra a suonare e cazzeggiare.

La quinta sera siamo stati a Lecce ad assistere alla festa di Santo Oronzo, abbiamo mangiato fuori e abbiamo visto l'arrivo della parata con le statue dei tre santi (di cui ricordo solo Santo Oronzo) e siamo andati in piazza a sentire la banda suonare.



La sesta sera siamo andati a un festival country con annesso raduno di bikers... line dance, musica divertente, toro meccanico e birra. A seguire il programma prevedeva una dance hall in spiaggia, ma il progetto è stato abbandonato per gli scompensi di alcuni.

Il settimo giorno... Dio creò l'uomo... no, questa è un'altra storia. Il settimo giorno Il cuoco e il suo singolare fratello fanno le valige e se ne ripartono alla volta di Roma... lasciandoci in balia di noi stessi. Grave errore. Dopo essere andati per un po' in spiaggia ci siamo fatti un giretto per Torre dell'Orso a comprare qualche ricordino culinario. Compiuta anche questa missione ci siamo diretti verso Melpignano, per prendere parte all'eventone dell'estate salentina... il concerto di chiusura della Notte della Taranta.
Arrivati a Melpignano ci rifocilliamo brevemente e rimediamo birre e vino per poi piazzarci davanti al palco sotto il sole cocente, improvvisando tarante e pizziche con lo stuolo di tamburellisti che ci circondava, sorseggiando nel mentre le birre a nostra disposizione. L'inizio del concerto ci vedeva già nelle braccia di Bacco ormai nostro amico più caro e confindente fidato. Se foste stati li avreste assistito a scene di perdizione imbarazzante. Zio Gabbo che si abbracciava chiunque gli capitasse a tiro, soprattutto se munito di vino (che immediatamente dopo l'abbraccio gli scroccava). Michy che... boh... credo ondeggiasse con il suo sorriso follettoso a ritmo di musica. Io invece sono stato dall'inizio del concerto fino alla fine (circa 6 ore credo) dimenandomi a suon di taranta, suonando le nacchere (epica la frase "No gabbo non posso darti ora le nacchere. Devo suonarle per riprendermi!"). Dopo la caciara del concerto è stato il momento della caciara in piazza, dove tamburellisti, ballerini e quant'altro si sono riuniti per continuare la festa, e qui si sono svolte due scene indimenticabili. Gabbo e Michela, avvistato un cerchio di suonatori si sono fiondati al centro a ballare.. non l'avessero mai fatto! Sono stati cacciati in malo modo e guardati ancora peggio... "Andate via! VIA! Dovete dire CAMBIO per entrare nel cerchio! Andate via!". Dopo questo increscioso incidente io ho dato fondo alle riserve dei nostri aromi confezionando in nostro ultimo purino salentino... non l'avessi mai fatto (eh già, a ogniuno i suoi errori)... Gabbo, vuoi per il mio operato, vuoi per il risentimento scaraventatogli addosso dai suonatori e ballerini, si chiude in un angolo cercando di vomitare, ma senza successo, al che decide di tornare, chiacchiera per un pochetto.... e BUM! A terra svenuto, tutto d'un colpo, improvvisamente! Per qualche secondo il panico ha attraversato gli occhi miei e di Michela... panico durato ben poco visto che dopo trenta secondi o giù di li Gabbo resuscita come Lazzaro, si alza in piedi, ballicchia e fa "Eheehee! Tutto bene!". Dopo tutto questo siamo andati a morire su di un prato dove dormivano altre decine di persone decisamente meglio organizzate di noi. Verso mezzogiorno, dopo un breve pasto ci siamo armati di tanta buona volontà e ci siamo messi in viaggio per tornare verso casa.

Il viaggio di ritorno è stata un'altra avventura. Abbiamo finito i soldi e come se non bastasse ci hanno inculato con la storia "Uè ragazzi ma qui l'olio è finito! Non ve s'è accesa la schpia? Ehhhh per un pelo... dai vinite che ve lo cambio uè!" (mannaggia mannaggia... certo che i napoletani ce la mettono proprio tutta per mantenere la nomea che hanno...), così ci siamo fatti infinocchiare... Altra disavventura è capitata usciti dell'autostrada, dove, complici la stanchezza e l'esasperazione abbiamo imboccato la statale dalla parte sbagliata, accorgendocene solamente a Benevento. Li ce la siamo cavata grazie a un gruppo di tizi in front of baretto, che dopo averci dato indicazioni del tipo "Ehhh ma se esci per Benevento arrivi a Benevento" (maddai??? e chi se lo sarebbe immaginato!) oppure "beh dovete andare su tale strada girare di qua, girare di la, poi trovate le indicazioni per Roma, proseguite e continuate a trovare Roma, poi Roma, Roma e Roma, seguite li e poi se le seguite arrivate a Roma!" (cazzo.. non ci saremmo mai arrivati...), per fortuna uno di questi ha lasciato stare le spiegazioni, ci ha portato fuori da Benevento e ci ha indicato la strada da prendere. Finalmente tornati a percorrere la giusta strada siamo arrivati fino alla Roma-Napoli, che per nostra gioia era abbondantemente intasata, motivo che ci ha spinti ad uscire a San Vittore e trovarci uno spiazzo dove piazzarci con la macchina. Dopo innumerevoli tentativi di trovare una posizione per dormire, complice la stanchezza, sono crollato imitando Gabbo e Michy (crollati ben prima di me). Ero nel bel mezzo di un bel sogno quando, a l'1:40... TOC TOC! TOC TOC TOC! TOC TOC! TOC TOC TOC TOC!... "Co sta pioggia e co sto vento, chi è che bussa a sto convento?"... ebbene, non era ne Lucia, ne la piccola Heidi ne la Marchesini, ma un carabiniere munito di torcia che era stato chiamato da qualche abitante della palazzina accanto al prato dove ci eravamo fermati. Dopo un breve controllo il carabiniere se ne va dicendoci di rimanere pure li, gentile e comprensivo. Alle 3:40 ripartiamo e il resto del viaggio è per me inesistente visto che l'ho passato ronfando fino alle 5:45 quando mi sono ritrovato sotto casa. Viaggio finito, vacanza terminata.


Ora vi lascio a qualche immagine sparsa della vacanza.




Prima sveglia salentina, ora di pranzo... ops, già brilli.


Il cuoco accompagna la nostra ebbrezza con dolci note.


Il fratello del cuoco... strano tipo... ditemi se questa foto non fa molto cartolina con il vecchietto di paese...


Sono un pesce! (Da notare il libro a mò di pinna)


Grande invenzione dei nostri vicini di tenda napoletani!


Grazie al "ditale" della Vigorsol ho i poteri! Lo vuoi un pinolo?


"E tu lo conosci il vaffanculo?!?!"


Zio Gabbo in uno dei suoi momenti di chiusura.


L'esibizione grazie a cui zio Gabbo ha ricevuto la proposta di lavoro per il circo francese.


Sempre zio Gabbo, stavolta a mò di statua.


Un gaucho a Otranto.


Le fughe romantiche di Gabbo e Michela.



Si poltrisce al "campeggio".


"Qui vendono vestiti per me!"



Scena stupenda, il mio incontro con una fata a Lecce.
 
18 Agosto 2006

Pena de l'alma


Che farò lontan da te pena dell'anima
senza vederti, senza averti, nè guardarti
anche lontano non vorrò dimenticarti
anche se è ormai impossibil il nostro amor

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?

E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar

Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?



Come al solito Vinicio ha le parole adatte...

Ubriaco


Sono le due e cinquantaquattro. Io sono piuttosto ubriaco. Questo post è scritto sotto ebbrezza quindi per precauzione ne consiglio la lettura ai soli maggiorenni.

Sto male. Ho fatto la cosa giusta ma non volevo farla.
Ora sto male. Non posso più dire di avere accanto la persona di cui sono innamorato.
Sono follemente innamorato. Innamorato FOLLEMENTE perché il sentimento che provo può definirsi solo che folle.
Sono innamorato di una persona diametralmente opposta a me. Una persona con interessi e bisogni e sogni completamente diversi dai miei.
Non è la donna che fa per me. Lei è tendenzialmente fredda, io ho bisogno di calore e desiderio.
Una storia fra me e lei non è possibile. Lei punta sull'affermarsi nella vita. Io punto sull'esprimere la propria personalità.
Però io la voglio e non so il perché. La relazione con lei non stava dando nulla di buono, ne pe me ne per lei.
E' successo tutto nel tardo pomeriggio, ma già ne sento la mancanza. Già penso che non potrò più guardarla negli occhi. Già penso che non potrò più baciarla, stringerla, guardarla dormire. Già penso che non potrò più fare l'amore con lei, fare figure orribili e corrucciarmi per alcuni miei problemi. Già penso che non potrò più accompagnarla in giro, sacrificare impegni per lei e stringerla quando si dimena nel sonno. Già penso ce non potrò più sognare quel tipo di rapporto con lei, che non potrò giocarci e incazzarmici dandogliela sempre vinta.
Sono ubriaco e bestemmio a ogni santa creatura. Mi sento uno schifo perché si è chiusa la nostra storia. Mi sento ancora peggio perché so che quello che è stato fatto è giusto e non sarebbe dovuta ne potuta andare avanti.
Però sono innamorato e non me ne frega un cazzo di nulla. Sono innamorato e anche se stavo male, anche se stavi male tu, anche se non andava... vorrei essere ancora con te.
Sono malato. Sono folle.
Sono deviato.


 
06 Agosto 2006

Sardegna


Sono appena riuscito ad accedere di nuovo a questo sitaccio e alla mia pagina... e me ne parto per la Sardegna... questpo post è solo per dare manifestazione del fatto che sono ancora vivo e sono ancora qui a passare tempo senza far nulla.
Bella per tutti... finalmente me ne vò a fare una Vacanza... dopo anni...
Baci e abbracci a chi di dovere... buone vacanze a tutti... e poi boh...
Ciao
tesoro mio che ormai non mi menzioni più e mi caghi poco... buona vacanza a Londra ^^



 
23 Giugno 2006

Aggiorniamo...


Ecco che parti un'altra volta... una settimana di qua, tre giorni di la...
Tre giorni a Milano, stavolta visita di piacere... speriamo passino bene... peccato che ti sia fatat salutare in quella maniera poco piacevole, mi dispiace sia andata così... ma vabbè...ormai pazienza... spero solo che discorsi di quel genere arrivino al termine.
Un bacione.


 
02 Giugno 2006

Festa della Repubblica...


... un sacco di casino, un sacco di soldi... mah... io preferisco la festa de l'Unità.

 
01 Giugno 2006

Generazione di passaggio...


Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una
generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più,
anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il
referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi
Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci
dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più
di
quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori
e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo
stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere
andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a
colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da
ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola
quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2...

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero
allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto
per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo
riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una
generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre
fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
nessun avvenimento storico. Abbiamo imparat o che
cos'è il terrorismo,
abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più
giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno
fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO
NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik
Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo
emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le
caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal
Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino
Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile
Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa
di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.

La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene
un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di
quest'anno è la
favorita...

L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15
giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o
flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
penitenze era bestiale.

Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e
quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
spallacci imbottiti, e tanto meno le
rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite
uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere
e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a
scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con
l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce
la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su
di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,
acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si
intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat
dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con
tutto ciò.

Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni.

Mi è arrivato questo testo via e-mail e quasi mi sono commosso...


Ho scoperto chi è l'autrice di questo testo... beh... i miei più vivi complimenti Diana.
 
30 Maggio 2006

Relax


Dopo mesi e mesi finalmente la mia casa è tranquilla... niente più sbattere di porte e grida, niente più scassamento di balle, niente insulti, nessuna vacca francese sempre parcheggiata sul divano davanti alla tv, niente più voce di Maria de Filippi che ciancia, niente più litigi... finalmente Aurelie, la coinquilina francese se n'è andata.
Per festeggiare (cosa che non ho ancora fatto nonostante sia passata una settimana dalla sua partenza) mi bevo un bel bicchiere di champagne (brut imperial moet & chandon) e mi godo la casuccia che in questo momento è completamente vuota. Olè!


Ma guarda tu... appena pubblicato questo post hanno ominciato a volare fuochi d'artificio qui vicino... E' un segno del destino.
Addio Aurelie!!!


 
25 Maggio 2006

Ladispoli: 3° giorno...


Hummm... devo ammettere che questo post arriva giusto un po' in ritardo... ma sorvolando su questo... L'avventura di ladispoli è terminata tranquillamente, il terzo giorno ci siamo svegliato abbastanza presto e siamo andati a pranzo da nonna, li la bestiaccia si è messa a giocare con il mio cuginozzo e tutto è andato liscio. Tornati a casa è proseguito tutto nella calma più assoluta con giusto un piccolo rodimento sul discorso "rifare il letto". Inaspettatamente la mia partenza è stata anticipata al dopo cena... corsa per raggiungere la stazione in tempo e poi treno fino a Ostiense. Lo sforzo è stato ben ripagato da una serata stupenda e delle giornate altrettanto stupende a seguire. Tutto grazie a te.
 
21 Maggio 2006

Ladispoli: 2° giorno


Diario di bordo del comandante.
L'esperienza di babysitteraggio procede ancora senza problemi, il secondo giorno è trascorso tranquillo quanto il primo. Forse mi sto troppo approfittando del fattore play station, però non saprei come fare altrimenti, con la bestiaccia abbiamo fatto un paio di partite a carte, chiacchierato un pochettino dopo pranzo, più di questo... boh... almeno con la play ci possiamo chiudere entrambi ed è altro tempo che si condivide... oltretutto lui sembra soddisfatto. Domani abbiamo deciso di comune accordo di andare a farci un giro da qualche parte, in modo da non passare tutta la giornata in casa come oggi.
Unica nota negativa della giornata è stato il sugo per i tortellini della cena... mannaggia a me e a quando ho dato retta a papà, sughi pronti del cazzo... era freddo e acquoso... ma domani mi riprendo facendo una bella matriciana, così la bestiaccia è contenta... se lo merita, s'è mangiato tutti i tortellini al sugo nonostante non gli piacessero (cosa che dice un po' di tutto, ma stavolta poteva benissimo aver ragione).
Qui chiudo.
Ci si aggiorna a domani.
 
20 Maggio 2006

Ladispoli: 1° giorno


Ok.
L'ho messo a letto.
Facciamo il punto della situazione.
Arrivo a Ladispli effettuato a ore 13:45... ho un po' di mal di gola... uffa.
Si pranza, si ricevono istruzioni sul da farsi per questi tre giorni, poi Rossella se ne va, seguita dopo un'oretta e mezza da papà.
Sono rimasto da solo con Lorenzo... il pupo, si preannunciano tre giorni di lavoro. Farò da balia.
Il primo giorno sembra andato bene, breve giro in bicicletta fino al negozio dove Lorenzo si è comprato il suo regalo di compleanno, un videogioco per la PS2, a seguire si torna a casa e si "testa" il gioco... ineffetti quando si fa da baby sitter la play e la tv sono una mano santa. Preparo la cena, con un piccolo ricatto riguardante il dolce convinco la bestia a mangiare tutto quanto e dopo cena ci si piazza di nuovo in salott oa vedere la TV. Alle ore 00:35 lo faccio mettere a letto.
Domani mi aspetta un'alzataccia... speriamo la giornata vada tranquilla come quella di oggi.

Cosa non si fa per un po' di soldi.
 
19 Maggio 2006

Mangiata la paizza...


Mannaggia a me e a quando mi sento male. Fottuta pizza, torni su come vai giù? Eh? Mortaccia tua...
Pensare che nemmeno avevo voglia di andarci ma lo facevo per stare con te... Ci tenevo cazzo. E ora non ci si vede per almeno tre giorni... mannaggia al famoso personaggio biblico pseudonimo della cantante di successo di "Like a virgin".

Fottuto anche il cellulare che si scarica. Fottuto infine anche il meccanico che mette l'antigelo il 17 Maggio, si scorda di rimettere anche l'acqua e per colpa sua quasi si fotte il motore. Che serata del cazzo.

Ti voglio bene Tesò.
 
13 Maggio 2006

I vecchi di quartiere...


"Ahhh! Mi avete comprato la carta igienica. Bel mestiere che avete scelto. Ecco perché l'italia vince tutte le guerre."

Basito.
 
09 Maggio 2006

I risvegli piacevoli


Un Dario svegliatosi troppo presto: "Yaaaaaawn... Uhm... hmmmmm... Ma che ora è? Uh? Le otto e mezza? Ma siamo scemi? Io torno a dormire... ho altre due ore di sonno che mi attendono. Zzzzzzzzz.... Zzzzzzz... Ronf... Ronf..."

Un'isopportabile sveglia: BIIIIP! BIIIIIIIP! BIIIIIIIIP BIIP! BIIIIIIIP!

Un Dario svegliatosi all'ora giusta: "Yaaaawn... uhm... Sono operativo? Si. Ce la faccio. Andiamo a sveglià Francesco..."

Un Francesco già sveglio, in cucina a chiacchierare con Stefano: "Bella Dà, te sei svegliato in tempo... non credevo..."

Un Dario che si stropiccia gli occhi: "He he... Buon dì Francè. Dormito bene?"

Un Francesco soddisfatto del proprio sonno: "Si si, stavolta nel lettone... da paura..."

Un Dario che appena svegliato si trova un diluvio: "Ammazza quanto piove..."

Un Francesco preoccupato per il suo rientro a casa: "Eh infatti... ce l'hai n'ombrellino da prestamme?"

Un Dario ironico: "Non penso che ci farai molto con un ombrellino... guarda come piove..."

La solita voce dall'accento francese proveniente da dietro la sua porta oscura: "AHHHHH! POrCO CAZZO! TUTTO QUESTO CASINO! SIETE IN TrE E NON LO CAPITE! BLA BLA BLA!"

La solita porta oscura che viene sbattuta: SBLAM!

Un Francesco incredulo: "Ma che t'ha sbroccato?"

Un Dario abituato che si stringe nelle spalle: "Si vabè ma qui è normale... succede spesso..."




(Notare che tutti i "rumori" fastidiosi sono scritti in rosso...)
 
05 Maggio 2006

Fottute chiavi


Giornatina piena... Torno da Ladispoli dopo la solita visita "settimanale" da papà e nonna... un'oretta, forse due al pc e poi dalle 16:10 praticamente tutto il pomeriggio in motorino... prima Spinaceto, poi San Giovanni dove Ozi è stato fedelissimo destriero sballottato a destra e a manca, a seguire casa e infine nuovamente San Giovanni, tutto ciò fino alle ore 23:30, dove arrivato a casa della Sorè ho potuto sedermi con tutta tranquillità, bere birra, dire cazzate e kutulare con la solita compagnia.
Bella giorna, frenetica ma piacevole... se non fosse che...
...PAM PAM PAM!
"Il mazzo di chiavi!!!"
"Le chiavi di tutti ti tal di tutti ti tutte, di tutti ti tal di tutti ti vado!" (Citazione ricercatissima...)
Che fine hanno fatto?
Cazzo... perse? Lasciate a casa? Beh speriamo la seconda... Ora però poniamoci il primo problema... come rientro a casa alle 3:30 di notte?

Hummm... potrei fare come nei film... si cazzo, nei film funziona sempre, basta un tessera telefonica o qualcosa di simile...

Bene.. si... ci provo... Fottuti film! Perché continuate a illudermi? eppure la teoria c'è, dovrebbe funzionare... forse il problema è il surrogato della tessera telefonica. Dannaz.

Va bene, posso provare a chiamare qualcuno, forse zio Gabbo è sveglio è può ospitarmi...

No. Ho fallito ancora.

Ok. Niente panico, posso telefonare ad Alessia o a Stefano, capiranno e in questo modo non disturberò tutta quanta la casa...

Spento... tutti e due... ma mannaggia a te che ci guardi dall'alto.

Va bene. A mali estremi estremi rimedi... chiamo a casa...

DRIIIIN! DRIIIIN! DRIIIIN! DRIIIIN! ... Non risponde nessuno... vabè ma allora sei stronzo... ce l'hai con me?

Uhm... la pazienza è la virtù dei forti a quanto dicono... beh si, di quella ne ho parecchia... faccio un ultimo tentativo e poi mi butto giù nel giradino del viale condominiale a leggere fino a un'ora in cui posso attaccarmi al campanello.

DRIIIIN! DRIIIIN! ...e così via... Eccolo! Il mio salvatore s'è alzato! Fa che non sia la francese! Fa che non sia la francese! Fa che non sia la francese!

(Si sente una vocina) "Chi è?"
Alessia. Sono salvo.
Finalmente riesco a entrare a casa, spiego tutto ad Ale e le chiedo scusa. Come al solito per lei non è un problema.
Alessia ti devono fare santa. Grazie.


Coglione. Le fottute chiavi le ho lasciate sul letto... idiota. -_-''
 
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